Street art in Umbria, futuro in chiaroscuro

Dopo l'exploit nei primi anni '10, con opere in tutta la regione, il movimento sembra esaurito: fallito anche un progetto espositivo a Narni
Matteo Piselli di Street Art Umbria: «Mancano giovani artisti, non c'è più un vero e proprio movimento»

Tutto è cominciato con un writer e una giornalista. Non stiamo parlando di un’inchiesta sul vandalismo, bensì della rivoluzione della cultura hip hop: la sua apertura dagli Stati Uniti verso il mondo occidentale con il film cult “Wild Style” del 1983. La storia di Zoro, un talentuoso graffitaro di New York, si intreccia con quella della reporter Virginia che, rimanendo colpita dal suo talento, cerca di portare la sua arte in un ambiente formale fatto di gallerie e spazi espositivi. Il dilemma è più che mai attuale dopo 40 anni: può l’arte urbana trasformarsi e diventare parte di un sistema di galleristi e investitori? C’è ancora interesse per la street art? Domande che, curiosamente, trovano risposta proprio in Umbria.

Graffitismo vs. street art – Nel grande contenitore dell’arte urbana è opportuno distinguere il graffitismo dalla street art. «Il primo – spiega Matteo Piselli, in arte Ibrido Digitale, ideatore del progetto artistico Street Art Umbria – è un canale di comunicazione chiuso, dove il pubblico non viene preso in considerazione. L’importante è veicolare l’opera. Per questo i graffiti si realizzano sui mezzi in movimento». I vagoni di treni e metropolitane, viaggiando di città in città, sono i luoghi ideali per i graffitari per affermare la propria supremazia in una gara a colpi di tag.
«La street art – specifica Piselli – tiene invece conto del messaggio che l’artista intende portare in un determinato luogo. L’aspetto estetico è secondario. Le opere hanno valore proprio perché sono contestualizzate nella libera scelta del dove collocare il lavoro».

Umbria, lo stato dell’arte – Mentre in Umbria il graffitismo è residuale, il fenomeno della street art ha subito una rapida accelerazione all’inizio del decennio scorso. Il punto di svolta è segnato da quattro manifestazioni di successo: il festival “Nutrimenti” a Terni nel 2010, il “Comma Art City Project” a Perugia e “Attack Festival” a Foligno nel 2012, “Arte Cerreta” a Castiglione del Lago nel 2016. Il movimento è cresciuto con forza fino a raggiungere le 160 opere attualmente presenti in Umbria. Per documentare la vocazione artistica della regione, Matteo Piselli ha ideato il progetto Street Art Umbria: una mappa interattiva per imparare a conoscere e riconoscere gli artisti attraverso le loro creazioni artistiche.

Un’altra street art – È possibile portare l’arte urbana in un museo? Gianluca Marziani, critico e curatore di arti visive, è stato il primo in Italia a promuovere due esperimenti di questo tipo. Nel 2010, come direttore di Palazzo Collicola, a Spoleto, ha realizzato il progetto “Collicola on the Wall”. «Un museo che acquisisce i muri, anziché i quadri, per farli diventare parte integrante della collezione» sintetizza Marziani. Qualche anno più tardi è nato SAM, Street Art Museum, un museo interamente dedicato all’arte e alla cultura urbana nella Rocca Albornoziana di Narni. «Sarebbe stato il primo spazio al mondo ad ospitare una collezione permanente di opere di Banksy» spiega Marziani, ma il progetto purtroppo ha avuto una vita breve: i soggetti finanziatori si sono defilati a pochi mesi dall’apertura. L’opportunità di un progetto unico nel suo genere è caduta sotto i colpi del disinteresse delle istituzioni.

Quale futuro – L’esperimento fallito parla di un movimento artistico in chiaroscuro, che sembra giunto a una paralisi. Uno stallo che non riguarda solo la mancanza di dialogo con l’amministrazione pubblica. «Io non vedo un movimento di giovani street artist in Umbria, non c’è ricambio generazionale. L’ultimo lavoro spontaneo è stato alla stazione di Passignano, parliamo ormai di 4-5 anni fa» ammette Piselli. Ma proprio pochi giorni fa è spuntato l’abbozzo di un volto pensieroso su un pannello di legno di un cantiere, all’uscita delle scale mobili sotto il porticato della Provincia di Perugia. La firma è di Morcky, un artista umbro cresciuto nel mondo dei graffiti. Che sia un messaggio che invita a riflettere sul futuro della street art?

L’ultima opera di Morcky a Perugia

Autore

Alessio Castagnoli

Classe 1996, abito in provincia di Bologna in un piccolo paese di montagna chiamato Lizzano in Belvedere. La stessa montagna che ho scelto anche per studiare, laureandomi in scienze della comunicazione a Bressanone. Curioso per definizione, credo nel motto giapponese "Homete nobasu", ovvero "far crescere lodando" attraverso il lavoro di squadra.